La storia della MCI di Aarau


Già nel lontano 1946, Aarau figura tra i centri italiani che compongono la Missione Cattolica Italiana dell'Aaretal, fondata da Pfarrer Wicki di Schönenwerd ed affidata alla cura pastorale di Monsignor Zaccaria Priori (della diocesi di Cremona), già missionario fra gli emigranti italiani in Germania. Nel maggio del 1950 la Missione dell'Aaretal viene unita alla missione di Baden-Zurzach, fondata nel 1948 e guidata da don Gelind D'Incau.

Nuovi cambiamenti toccano la nostra Missione: nel dicembre del 1952, Aarau viene a far parte della Missione Italiana di Olten. I veterani ricordano ancora don Giovanni Dal Pozzo, che proprio da Olten, puntualmente arrivava ogni domenica per le funzioni liturgiche e consulenze varie,

Aarau, Capitale del Cantone Argovia, era ed è il centro naturale e geografico di tutta la Missione, ed è il luogo da dove partono le varie iniziative di carattere religioso, formativo, assistenziale e ricreativo.

Già nel 1955, la Parrocchia di Aarau mette a disposizione della Missione alcuni locali a pianterreno della canonica. Nel 1958 il Bau-und Garantiekomitee della Parrocchia di Aarau, offre alla Missione la disponibilità dello stabile situato in Feerstrasse 2.

Nell’ottobre del 1959 giunge ad Aarau, per un servizio parziale di assistenza spirituale, don Ferruccio Civra, della diocesi di Torino. Finalmente nel febbraio 1960, viene designato, con designazione ufficiale e definitiva, don Giovanni Scarabelli, affiancato dal don Pietro Bondone. Con questo atto giuridico, Aarau, cui sono annessi i paesi limitrofi, diventa indipendente da Olten e rimane sede ufficiale della Missione Cattolica Italiana di Aarau.


Da questo momento la comunità italiana, ha potuto godere di una assistenza spirituale e religiosa regolare e continua, caratterizzata da una normale successione dei missionari.

Nel settembre 1976, viene designato come responsabile della Missione di Aarau, don Emilio Battistig, affiancato da don Vittorio Ranieri che aprirà una sezione staccata della Missione a Oberentfelden.

Piano terra: sede della Missione in Feerstr. 8 –

Aarau – terzo piano: abitazione del Missionario

– secondo piano: sede della Landeskirche


Finalmente nel febbraio 1960, viene designato, con designazione ufficiale e definitiva, don Giovanni Scarabelli, affiancato dal don Pietro Bondone.

Con questo atto giuridico, Aarau, cui sono annessi i paesi limitrofi, diventa indipendente da Olten e rimane sede ufficiale della Missione Cattolica Italiana di Aarau.

Da questo momento la comunità italiana, ha potuto godere di una assistenza spirituale e religiosa regolare e continua, caratterizzata da una normale successione dei missionari.

Nel settembre 1976, viene designato come responsabile della Missione di Aarau, don Emilio Battistig, affiancato da don Vittorio Ranieri che aprirà una sezione staccata della Missione a Oberentfelden.



1961 - Inaugurazione dell’AsiloPiano



Parallelamente e strettamente unita ad essa, è la presenza delle Suore “Ancelle della carità” di Brescia, per un servizio assistenziale e pastorale nella comunità. Grazie alla loro presenza, nell’aprile del 1961 viene inaugurata la Scuola Materna in Feerstr. 2 ad Aarau. Le esigenze delle

Gruppo di Bambini del dopo scuola

        famiglie italiane, porteranno poi, nell’aprile 1966 ad aprire un’altra scuola

        (pre e dopo scuola) in

Consiglio pastorale negli anni 1970

Hohlgasse 43, cui si aggiungeranno nel 1972 e 1974 altri due Kindergarten, sempre in Aarau (in Hans Hässigstr. e all’Hungerberg), che impegneranno ben otto suore.

 

Ricordiamo i nomi delle Suore che si sono succedute in Aarau: Sr. Giuseppina, Sr. Esther, Sr. Adele, Sr. Maria, Sr. Leonilde, Sr. Marina, Sr. Anna, Sr. Maddalena, Sr. Lucia, Sr. Paola, Sr. Eugenia, Sr. Michela, Madre Giovanna, Sr. Angela, Sr. Marcellina, Sr. Brunella.

 

La storia della Missione, è sempre la storia di una comunità di persone, e la persona è una storia in pieno svolgimento. Per cui anche la pastorale cambia continuamente. La presenza delle Missioni in Argovia risente di tutto questo. Da una presenza di tipo assistenziale, dove il Missionario era sacerdote, assistente spirituale, assistente sociale… era un po’ tutto; a volte doveva leggere o scrivere la lettera alla mamma, alla moglie, alla fidanzata; a volte diventava colui che cercava il lavoro o la casa per chi arrivava alla stazione di Aarau dalla nostra Italia. Si passa ad una presenza soprattutto di tipo religioso, grazie anche alla organizzazione della società e della Chiesa in Argovia.

 

A questo dobbiamo unire anche una nuova situazione che si crea nella Chiesa in Italia: diminuzione dei sacerdoti, delle suore, dei religiosi. Una società che da prettamente cristiana, diventa sempre più laica. Per cui certi meccanismi di ricambio generazionale a livello religioso e clericale, si inceppano. Le Suore e i sacerdoti invecchiano e non sempre si trovano i sostituti. Se a questo uniamo anche una certa sensibilità religiosa che sta sparendo (pur rimanendo sempre le tradizioni di … un bel matrimonio in Chiesa, di un bel battesimo…), una comunità Italiana che ormai arriva alla terza e quarta generazione, una comunità – per lo meno, come si dice- pienamente integrata, anche le strutture legate alla Missione cambiano, anzi devono cambiare. Domenica 23 giugno 2002, le Suore (Suor Giovanna, Suor Angela e Suor Marcellina) salutano la Missione per il loro rientro definitivo in Italia. Un pezzo di storia, di legami, di vicende umane e religiose della Missione che chiude la porta. Dopo lo smarrimento iniziale, ecco la bellezza e la grandezza della vita umana e della vita comunitaria, la vita di Missione, riprende. Ormai si è capito che il futuro sarà tutto da inventare e da costruire insieme. Ma ciò che ancora non si sa, è come sarà questo futuro: legato al presente, al passato o completamente diverso? La crisi tocca non solo le finanze ma anche le coscienze. La comunità cristiana è cambiata, e molto! Le chiese rischiano di essere delle cattedrali nel deserto: enormi ma spesso vuote. Ora, se ai problemi di ieri si uniscono quelli di oggi, vediamo come la Missione di Aarau cambia addirittura faccia (nel senso di confini geografici): dal 1 gennaio 2013 il territorio della Missione Cattolica Italiana di Aarau comprenderà anche il territorio della Missione di Zofingen e il territorio della regione di Kulm, e a don Giuseppe si affiancherà don Ugo Basile (ex Missionario di Zofingen ora in pensione) come Vicario. Tutto d’un tratto cambia tutto: i numeri (da 3500 italiani si passa a 6500, senza quelli di doppia nazionalità), le Messe, i servizi religiosi, le abitudini… dal 1 settembre 2014 poi anche don Ugo lascia definitivamente la Svizzera. Nell’agosto 2013 a Don Giuseppe viene affiancata una Assistente Pastorale: la Signorina Lara Tedesco con ufficio in Aarau. Dà inizio al gruppo dei piccolissimi e mostra la sua presenza in varie attività. Per la formazione conclusiva di assistente pastorale, Lara, lascia la Missione nell’agosto 2014 iniziando il suo cammino in una parrocchia. Al suo posto inizia l’1 settembre 2014 Elisabetta Calì-Zamperini come collaboratrice pastorale.

 

A questo punto la storia procede in piena evoluzione e aspetta di essere scritta.

Alcuni nomi di Missionari che hanno lasciato un segno della loro presenza pastorale e che ancora oggi sono ricordati dalla gente:

 

don Giovanni Scarabelli – Aarau (diocesi di Tortona)

don Pietro Bondone – Aarau ( diocesi di Tortona – diventerà poi  Delegato Nazionale dei Missionari Italiani In Svizzera)

don Mario Marioli – Aarau (diocesi di Brescia)

don Leandro Ghidinelli – Aarau (diocesi di Brescia)

don Giordano Mondini – Aarau (diocesi di Faenza)

don Massimo Suardi – Aarau (ordine religioso dei Sacramentini)

don Franco Zecchini – Aarau (diocesi di Teramo)

don Giovanni Zaninelli– (Aarau diocesi di Crema)

don Vittorio Ranieri – Aarau (diocesi di Udine)

don Emilio Battistig – Aarau (diocesi di Udine)

don Natale Crivelli  - Zofingen (ordine religioso dei Barnabiti)

don Luciano Campion – Zofingen (diocesi di Basilea)

don Ugo Basile –Zofingen, Aarau (diocesi di Avezzano)

don Pietro Daldoss – Reinach (Ordine religioso degli Oblati di Maria Vergine)

don Bruno Danelon – Reinach (diocesi di Trieste)

don Giuseppe Bressani (diocesi di Cremona)

Storia della Missione Zofingen-Aarburg

Questi appunti di don Natale Crivelli, ci offrono uno spunto storico sulle origini della Missione. Dal 18.02.63 al 31.3.96 don Natale ha vissuto con e per gli emigranti. Strengelbach, Zofingen, Oftringen, Aarburg, Rothrist, Murgenthal e Fulenbach sono stati centri della sua attività pastorale.

“La missione ha avuto inizio grazie all’allora parroco di Aarburg Ugo Moesch. Va però notato che alcuni anni prima a Zofingen aveva lavorato il missionario di Olten, don Giovanni Dal Pozzo.

Finalmente quando Zofingen ed Aarburg si accordarono per le loro Messe festive, anche per gli italiani si fissarono Zofingen, Rothrist e Aarburg. Per la parte sociale fui subito aiutato dai patronati ACLI di Basilea ed in seguito di Aarau. L’ufficio della Missione venne preso d’assalto. Si arrivò a 5000 presenze in un anno. Aiutato dalla Signorina della Missione divenni il galoppino del consolato prima di Basilea e poi di Baden. Dal 1963 al 1993, amministrai 3000 battesimi. Di questi circa 2000 andarono in Italia con il rimpatrio delle loro famiglie.”

La Missione di Reinach

Questa regione apparteneva inizialmente alla Missione di Lenzburg, finché nel 1968 fu costituita Missione con l’arrivo del Missionario Padre Pietro Daldoss. Dal 1998 rientra nel territorio della nuova Missione di Lenzburg, con don Bruno Danelon come Missionario. Tale rimane fino al 1 gennaio 2013.


Blu la zona di Aarau

Celeste la zona di Kulm

Viola la zona di Zofingen